Attacco alla INS Hanit: risultato dell’inchiesta

(Gennaio 2007)

Sono stati comunicati i risultati dell’inchiesta sull’attacco missilistico subito dalla corvetta israeliana Hanit al largo delle coste libanesi la notte del 14 luglio 2006.

In quell’attacco un missile antinave lanciato da guerriglieri Hezbollah colpì l’unità, che appartiene al tipo Saar-5, provocando la morte di quattro marinai.

Grazie al rapporto tecnico israeliano, abbiamo ora una precisa ricostruzione dei fatti.

La Hanit stava navigando a 10 miglia dalla costa, con i sistemi in perfetta efficienza, compreso il sistema antiaereo/antimissile Barak installato, il sistema antimissile Phalanx e la suite integrata di scoperta e contromisure elettroniche.
Tutti questi equipaggiamenti, però, non erano attivati, ma erano stati lasciati in modalità “Stand-By”.
Questa incredibile leggerezza fu dovuta a più fattori:
1) Nessuno aveva avvisato l’equipaggio che l’unità doveva operare in stato di allerta di guerra;
2) L’ufficiale addetto ai sistemi elettronici aveva riscontrato un malfunzionamento di uno dei sistemi ESM di bordo, e anzichè isolare solo quel guasto aveva disattivato tutto il sistema difensivo di bordo;
3) Probabilmente nessuno controllava lo schermo del radar.

Gli Hezbollah lanciarono tre missili antinave modello C802 prodotti in Iran su licenza cinese. Uno dei missili esplose poco dopo il lancio per un malfunzionamento. Un altro ordigno superò la corvetta senza colpirla, e proseguì la sua corsa centrando e affondando una nave mercantile cambogiana a 60 km di distanza. Il terzo missile ha colpito la corvetta impattando la ringhiera di sicurezza posta ai lati del ponte di volo in poppa ed esplodendo.
Il missile non ha, quindi, colpito la struttura della nave, circostanza che ha limitato l’entità della tragedia.
Un’altra ragione per cui il numero delle vittime è stato limitato, è quella che la stragrande maggioranza dei marinai stava consumando la cena in sala mensa.
L’esplosione ha messo fuori uso l’impianto elettrico principale, ma è intervenuto quello di emergenza.

L’indagine, durata circa sei mesi e conclusasi nei primi giorni del 2007, ha provocato la rimozione di un responsabile dell’intelligence navale, del comandante e di alcuni ufficiali della Hanit.

La tragedia richiama subito alla mente quella della USS Stark, la fregata americana che nel 1987 fu colpita da missili Exocet lanciati da caccia Mirage F.1 iraqeni. 37 marinai persero la vita, e anche in quel caso si scoprì che i sistemi difensivi della nave erano disattivati, e dei due radar principali (SPS-49 e Mk.92 STIR) l’SPS-49 era stato appena acceso e non si era ancora inizializzato, mentre lo STIR era del tutto spento.

Questo conferma che lo stato di allerta di una unità navale è un elemento fondamentale della risposta agli attacchi missilistici. D’altro canto, mantenere i sistemi alla massima operatività può provocare gravi errori, come nel caso dell’incrociatore americano Vincennes che nel 1988 abbattè per errore un velivolo civile di linea iraniano.

John

2 Risposte

  1. Ricordo come il sottomarino cinese classe Song, riuscì ad avvicinarsi alla CVN-63 senza farsi notare, perchè l’unità americana aveva il sonar spento.

    http://www.strategypage.com/htmw/htiw/articles/20070125.aspx

  2. Il sonar attivo spento, verissimo. Grazie per il link, Legolas.
    John

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